Oh io vi ringrazio a tutte,siete troppo buone :fiori:
Ecco il nuovo capitolo per voi ;)
é Capitolo 2

(My sentence is: not guilty)
Promemoria per me:
Mai leggere un articolo di giornale che riguarda il tuo futuro datore di lavoro prima di andarlo a conoscere. Lo ammetto,ho peccato di curiosità. Il mio vicino di sedile nel volo da NY a LA teneva fra le dita un quotidiano con una foto (pessima) di Michael Jackson che campeggiava in prima pagina. Ho atteso che finisse di sfogliarlo e di leggere l'oroscopo (era del leone come la sottoscritta) e poi gliel'ho chiesto gentilmente in prestito.
Beh,che dire,non sapevo so se ridere o se piangere,sul serio. Su una quarantina di righe piene,20 riguardavano tutte le sue presunte idiosincrasie e pazzie del passato,10 erano sulle accuse mosse dalla famiglia Arvizo,5 su una rapida quanto preoccupante perizia psichiatrica di tale Dr Cornoby che lo etichettava come "potenzialmente molto pericoloso".
Il restoé Ah,il resto era punteggiatura,articoli e pronomi.
Pensavo che per far fuori un essere umano in così poco tempo -cioè quella manciata di minuti occorrente per la lettura- fosse necessario un qualche potere particolare o un paio di zanne velenose molto appuntite,invece mi sono resa conto che basta un foglio di giornale e due foto orrende.
Non sono una credulona e senza presunzione ne so troppo della vita per abboccare a quattro parole messe in croce per il gusto del sensazionalismo facile.
All'America piace creare mostri;dopotutto siamo il paese dell'eccesso,dei super eroi,delle confezioni extra size,dei grandi obesi,dei centri commerciali con la stessa metratura di piccole città,dei SUV come utilitarie.
A noi piace strafare nel bene e nel male. It's the American Way.
Detto questo però,devo ammettere che in qualche modo ciò che ho letto mi ha inquietato e mi ha messo in allarme perchè erano veramente,veramente parole pessime. Possibile che sia tutto inventatoé Spero proprio di sì anche se questo minerebbe la credibilità del sistema giornalistico nazionale e...
Ok,mi sto perdendo in chiacchiere,torniamo a noi.
Con uno spiacevole brivido che non ne voleva sapere di scendere dalla schiena ho messo piede nell'affollato aereoporto di LA non più tardi delle sette e mezza. Il mio orologio era già puntato sul fuso giusto,ho preso un caffè da Starbucks e fermato un tassista jamaicano.
-Neverland Ranch per favore.-
Lo sguardo che mi è tornato dallo specchietto era allibito nemmeno avessi chiesto uno strappo per Sing Sing.
-E' proprio sicura Signoraé-
Certo che sono sicura,ho la faccia di un'ubriaca alle sette e mezza di mattinaé
Dopo una mia occhiata eloquente il ragazzo parte con Bob Marley a palla nell'autoradio,lo vedo lanciarmi sguardi furtivi,nemmeno stesse trasportando un pluriomicida al covo e allora capisco che l'articolo di giornale al cianuro,il talk show più letale di uno spiffero gelido alla cervicale,la rubrica di gossip infarcita di parole subdole e per questo attraenti ha colpito anche lui e non solo la mia povera mamma ultrasessantenne.
***
"Once Upon a Time"
C'era una volta...
Il signor Jackson ha toppato alla grande la citazione. Mai vicenda fu più lontana dalla favola della sua. Forse sarebbe stato meglio "Lasciate ogni speranza voi che entrate",avrebbe portato più fortuna magari.
Pago i trenta dollari di taxi ed il giovane mi fa gli auguri con lo sguardo compassionevole di chi vede un condannato diretto al patibolo. Sono pronta,pronta per la nuova avventura.
Otto e mezza in punto,entro in "casa Jackson" all'ora X prevista nei miei piani strategici e un assistente mi fa sapere che il padrone di casa sarà da me all'orario prestabilito nella lettera,ma che comunque lo avrebbe avvertito del mio arrivo anticipato.
Annuisco e rimango piacevolmente sorpresa che non ci sia nessun disguido/imprevisto/contrattempo per il momento.
Strano che sia sveglio a quest'ora,di solito i vips più allodole dormono per lo meno fino alle undici mentre i ghiri tirano avanti fino alle tre. Bioritmi da pashà i loro.
Mi fanno accomodare in una saletta al primo piano contornata da quadri di ogni genere con un unico soggetto:Michael Jackson.
Per la serie:"Megalomania portami via.",c'è ogni sorta di paesaggio,figura mitologica,favolesca o storica con sopra la sua faccia. Avete presente quelle figure di cartone nei parchi giochi, con i corpi delle più svariate fogge e il buco per la facciaé Ecco,sembra che a lui piaccia quel genere di ritrattistica piuttosto che la pittura in sè. Per il resto è tutto molto normale,negli standard di una casa "famosa",nemmeno troppo pacchiana o ridondante;per fortuna Jackson pare non aver ereditato il gusto per il leopardato dagli amici Hilton.
-Buongiorno Miss Swain.-
Oddio,non sono sola. Mi giro lentamente e lo vedo. Non troppo alto,semplice completo nero ,maglietta bianca,capelli lisci lunghi fino alle spalle occhiali da sole,due bambini nascosti dietro alle gambe e uno in braccio.
Michael Jackson,la star,il mostro,padre,il re.
-Buongiorno Mr Jackson,sono Madleine Swain.-
Una stretta di mano sicura è d'obbligo per fare una buona impressione e lui me la restituisce con lo stesso vigore,abbozzando un sorriso che gli evidenzia incredibilmente gli zigomi sul volto magro.
-Miss Swain è un piacere averla qui.Questa è Paris e questo è Prince.-
Si volta da ciascuna parte per incitare i bambini a presentarsi e questi mi guardano con gli occhioni lucidi e dei sorrisi timidi sulle labbra facendo ciao con la mano mentre mi abbasso verso di loro per salutarli a mia volta.
-Lui invece è Blanket,ma per il momento non avrà bisogno delle sue cure.-
Il più piccolo di casa è concentrato sulla degustazione del proprio pollice e mi guarda con occhi inquisitori,quasi volesse assicurarsi che l'estranea appena arrivata possa essere affidabile per i fratelli. Ha l'aria da piccolo boss ed il nome da bambolotto,è adorabile.
-Mi hanno parlato molto bene di lei,so che è molto professionale e seria,per questo l'ho contattata,spero di non averle creato troppi problemi con il trasferimento.-
-Assolutamente,altrimenti non avrei accettato signor Jackson.-
Mi guarda da dietro le lenti ma non riesco a capire che tipo di occhiata sia,odio quando la gente non si toglie gli occhiali scuri mentre mi parla, ma non posso certo lamentarmi. Prince intanto si è fatto avanti e mi gira intorno mentre la sorellina con gli occhi azzurri rimane nascosta dietro il pantalone di velluto del papà che le accarezza la testa incitandola a raggiungere il fratello.
-Paris,lo sai che Madleine viene da New Yorké-
-Davveroé-
-Assolutamente sì signorina,ti piace New Yorké-
-Si!-
-Oh,ho tante foto da farti vedere allora...-
La sua esclamazione di contentezza è alta come il verso festoso di un cucciolo ed il ghiaccio è rotto. Anche Prince si interessa della mia città natale,subito dopo,per non rimanere indietro rispetto alla sorella e il signor Jackson pare soddisfatto dimostrandosi sempre molto premuroso. Quando la tata (che mi pare di aver capito si chiami Grace) li porta a fare colazione rimango sola con lo stesso uomo di cui ho letto le cose più svariate solo poche ore prima.
-E' la prima volta che insegno a bambini così piccoli Signor Jackson,mi pare di averlo specificato nella mia lettera di risposta.-
-Sì lo so,ma lei è la migliore sulla piazza e sono convinto che farà un ottimo lavoro con i bambini. Paris è al suo primo anno,Prince ha avuto un'insegnante l'anno scorso ma ha deciso di lasciare il posto giusto un mese fa.-
Lo dice abbassando leggermente la voce e capisco che questo abbandono ha a che fare con il caos degli ultimi mesi.
-Capisco.-
-L'unica cosa che le chiedo è di essere più discreta che mai in questo incarico. Immagino che sappia della mia...situazione attuale e non voglio che i miei figli,per quanto possibile,ne risentano.-
-Assolutamente.Può stare tranquillo che non succederà niente di spiacevole.-
-Grazie.-
Il tono è talmente profondo che mi sento subito caricata dal peso dell'affermazione che ho appena fatto. Non era un grazie di circostanza il suo,o quello di una persona bene educata.Era un ringraziamento sincero,di qualcuno che si fida delle parole che gli sono state appena dette.
Sorrido e ringrazio a mia volta abbassando lo sguardo dal punto dove presumo ci siano i suoi occhi dietro la nero delle lenti, improvvisamente imbarazzata dall'intimità che quella semplice parola ha creato.
-Se per lei va bene potrà cominciare questo stesso lunedì,o quando le è più comodo,in modo che abbia il tempo di organizzarsi con le sue cose e la famiglia.-
-Mi farò spedire le valigie da New York oggi stesso,le avevo già preparate nel caso il colloquio fosse andato bene.-
-Perfetto allora la farò subito accompagnare in camera in modo che possa riposarsi ed ambientarsi questo fine settimana.-
La sua gentilezza mi stupisce.Non che tutti i Vips siano cafoni ma di solito hanno i modi spicci di chi tratta con...la servitù.Ma il signor Jackson ha fatto l'en plein di sorprese oggi:niente bambini col chador,niente maniere sgarbate o da pazzoide,nessuna pretesa fuori dal normale. Sembra così...
-Ah,Miss Swain,per favore,vorrei che mi chiamasse Michael e non Signor Jackson.-
Nel dirlo,si toglie gli occhiali e incontro gli occhi più tristi,dolci,profondi e sognanti che abbia mai visto in 36 anni. Capisco subito.
Innocente. La mia sentenza è assolutamente,del tutto innocente.
A volte penso che se qualcuno mettesse le mani su questo taccuino comincerebbero lotte sanguinosissime nelle testate dei tabloid. "Il diario segreto di Wacko Jacko:confessioni inconfessabili del terribile re del pop."
E' pericoloso,lo so. Ma non so nemmeno davvero perchè scrivo. Forse perchè vorrei avere un confidente,forse perchè mi piacerebbe che qualcuno leggesse i miei pensieri e riuscisse a capire come mi sento. Ma riuscirebbero davvero a capireé Quanti potrebbero avere un'idea,anche vaga,di come possa essere vivere come un fenomeno da baraccone,essere idolatrato,odiato,venerato e accusato allo stesso tempoé Pochi. E se lo sapessero chi vorrebbe fare a cambio con la mia,di vitaé
Nessuno.
Oggi il tempo sembrava rispecchiare le mie sensazioni. E' stata una di quelle giornate invernali con il sole alto,che ferisce gli occhi ma rende il freddo ancora più pungente. E' proprio così che mi sento,all'apparenza ho la situazione sotto controllo,il viso rilassato,il sorriso pronto ma distrutto dentro. Se qualcuno potesse fare un solo passo nel gelo che mi attanaglia il cuore rimarrebbe bruciato.
Comunque,è arrivata la nuova insegnante di Prince e Paris.
E' una donna...strana,come deve essere strano il miscuglio di sangue che le scorre nelle vene. Ha lunghi,lisci capelli neri e lucidi come le orientali ed occhi allungati che si chiudono come quelli delle tigri,dei puma o dei leopardi,con le palpebre pigre e lente sopra due iridi di un nocciola intenso che le donano uno sguardo accattivante,quasi lascivo. La bocca è piccola ma carnosa,ben disegnata, con una piega un pò imbronciata, mentre la pelle ha un tono ambrato,mi ricorda il colore caldo dello zucchero di canna. Dalle poche battute che ci siamo scambiati sembra molto intelligente o per lo meno pronta di spirito e a Prince e Paris pare piacere, per il momento credo che sia questo l'importante.
AppleHead