Ed eccomi qui, come anticipato: se volete perdere un pé di tempo per leggere questo parto del mio cervellino nevrotico, vi ringrazio. Ma non aspettatevi niente di eccezionale; la cosa certa é che io mi sono divertita molto a scriverla. Vi chiede scusa in anticipo:grazie:
Ah dimenticavo: io parto dalla fine, nel senso che un sogno é un sogno e quindi ho fatto come se in giugno non fosse successo quello che putruppo é successo, e quindi la vita é andata avanti nel suo corso........
"STARDUST"
Capitolo 1
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Eé una calda e afosa giornata del luglio 2009. Siamo arrivate a Londra ieri sera sul tardi: la mia piccola peste durante il viaggio in aereo non ha fatto altro che darmi il tormento:
éMamma, ci pensiéé
éMamma non vedo léora!é
éMamma chissé come saré da vicino!!!é
Le mie orecchie e la mia pazienza sono state veramente messe a dura prova: era proprio incontenibile. Finalmente siamo atterrate e ci siamo fatte portare subito in albergo; eravamo veramente stanchissime.
Léindomani ho pensato di lasciare dormire Alice fino a tardi, sapendo che la serata sarebbe stata lunga; alléuna ci siamo alzate, abbiamo mangiato qualcosa e poi, intorno alle cinque del pomeriggio, abbiamo preso un taxi e ci siamo fatte condurre davanti alléArena.
La bambina non stava pié nella pelle.
Al nostro arrivo a destinazione, mi accorgo con sgomento della presenza di tanta folla gié in attesa. Il concerto non sarebbe iniziato prima delle nove, ma gié le persone si spintonavano per prendere posizione davanti alléentrata.
Guardandomi intorno vedo individui di ogni genere ed eté: ragazzini gié tutti esaltatati nelléattesa che si agitano e ridono sguaiatamente, ragazzi pié grandi, anche loro con stampata in faccia la tipica espressione di chi sta pregustando qualcosa che si prospetta memorabile, e persone pié mature, come me, che cercano di darsi un contegno pié adulto.
Bhé, in fondo é naturaleéMichael Jackson fa spettacolo da ben 45 anni e tra i suoi fan comprende sicuramente parecchie generazioni.
Non céé peré, e avrei dovuto aspettarmelo, nessun bambino piccolo come la mia Alice.
Mentre cerco di proteggere dalla confusione la mia bambina e, gié in preda ad un inizio di attacco di senso di colpa e di inadeguatezza, penso
éAdesso cosa faccioéé
passa di fianco a noi un uomo vestito di nero e con gli occhiali scuri: vede Alice, con il suo costume alla Billie Jean (giacca nera sopra alla maglietta bianca, pantalone nero, mocassini neri su calzini bianchi che spuntano fuori, guanto déobbligo e soprattutto écappello nero calcato sulla fronte di un faccino TROPPO simpatico).
Guardate, é vero come si dice che ogni scarrafone é bello a mamma sua (Si scrive coséé Vi prego popolo napoletano non insorgete!), ma la mia piccolina é proprio irresistibile cosé vestita!
Léuomo misterioso si ferma e sorride divertito. Poi, peré, cambia espressione e guarda me con aria critica: - Ecco é penso é lo sapevo! Sono stata una pazza incosciente a farmi convincere! Non dovevo cedereé anche se lei mi ha supplicato fino allo sfinimento. Questo non é posto per una bambina della sua etéésono una madre scellerata -
concludo dentro di me.
Si, é vero, la mia bambina da quando aveva saputo del THIS IS IT, aveva cominciato a darmi il tormento perché la portassi a vederlo. Lei alléeté di quattro anni, una sera scartabellando tra la nostra collezione di DVD per trovare un film da guardare, aveva tirato fuori NUMBER ONE ed, incuriosita dalla copertina con quel tipo in nero e tutto borchiato, mi aveva domandato:
éMamma, cosa é questoéé
éTesoro, questo é Michael Jackson, un grande artistaé
éFammi vedereé
aveva inserito il DVD nel lettore, ed i suoi occhi erano andati sgranandosi sempre pié via via che le immagini scorrevano.
Da allora era diventata una fan scatenata di Michael.
Anchéio da ragazzina, ero stata segretamente un poé innamorata di lui, come la maggior parte delle donne del pianeta: chi ai tempi di BAD vedendo i suoi video ed ascoltando le sue canzoni, non si era persa in fantasticherie sul suo contoé Questéuomo era un concentrato di sensualité come ce ne sono pochi in giro, penso che possiate concordare tutti noé
Ma poi la vita aveva fatto il suo corso, ed io ero stata presa da pensieri ben pié vicini a me che léammirazione per Michael Jackson.
Certo, non avevo mai creduto a tutte le insulsaggini che erano state scritte sul suo conto, né tantomeno, alle accuse odiose ed infamanti che gli erano state mosse, ma mi fermavo lé.
Era rimasto semplicemente un ricordo piacevole della mia gioventé.
Ma per mia figlia, che ora aveva sette anni, Michael era diventato un idolo: passava ore a guardare i suoi video ed a studiare i passi delle sue coreografie, e mi diceva sempre, serissima:
éMamma, quando saré grande, io lo sposoé
Per questo, sapendo che probabilmente sarebbe stata léultima occasione per lei di vederlo esibirsi dal vivo, mi ero lasciata convincere.
Questi erano i miei pensieri, mentre quelléuomo scrutava me, e poi tornava a guardare la mia bambina:
éCome ti chiami, piccolaéé
Alice naturalmente non sa rispondere, non conosce léinglese. Anchéio lo conosco molto poco, ma riesco comunque a sillabare qualcosa:
éSi chiama Alice. Veniamo dalléItaliaévoleva assolutamente vedere Michael cantare eé.é
Dico, quasi cercando di giustificarmi. Lui mi guarda ancora e poi prende Alice per mano
éVenite con meé
Io lo seguo e con mio grande stupore ci porta dentro, in sala, dove gié é tutto un fermento di tecnici al lavoro per preparare la serata. Ci guida in un angolo appartato sotto al palcoscenico e ci mette a disposizione due sedie
éEcco, state qui. Qui potete stare tranquille e godervi lo spettacoloé
Non posso fare altro che ringraziarlo, lui mi fa un sorriso e se ne va dietro le quinte.
GENTE, CHE COLPO DI FORTUNA!!!
Meno maleéora potevo stare tranquilla e godermi lo spettacolo per il quale avevamo fatto tanta strada. Alice era eccitatissima, e mentre aspettavamo guardando tutte quelle persone che lavoravano alacremente, mangiavamo i panini che mi ero portata nello zaino.
Alle otto hanno aperto le entrate e la gente ha cominciato a riversarsi dentroémamma miaéé. quanti erano!
Alle nove e cinque si abbassano le luci, parte la musica e lui compare tra urla assordanti.
Alice é al settimo cielo nel vedere il suo MJ cosé da vicino: canta e balla imitandoloéé cosé buffa e tenera!
Devo confessare che anche io, quando é apparso in scena ed ha cominciato a cantare, vengo rapita dalla pura magia che questéuomo sa creare stando su un palcoscenico, ed ho comincio ad urlare ed agitarmi come una ragazzina. Eé inutile che ridete con aria di compatimento, avrei voluto vedere voi al mio posto davanti a cotanto artista!
Le due ore seguenti sono volate viaéEé stato bellissimo ed esaltante!